FAQ

Frequently Asked Questions

L’ortodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa dello studio, della diagnosi e della terapia delle malocclusioni (malformazioni dento-mascellari), con lo scopo di ripristinare il corretto allineamento delle arcate dentarie e al contempo la corretta funzione masticatoria della bocca.

La malocclusione dentale è un’errata chiusura delle arcate dentali. Generalmente è dovuta a un insufficiente allineamento dei denti stessi nelle arcate dentali (malocclusioni di tipo dentale: affollamenti, rotazioni, inclinazioni dentali ecc..) oppure a una eccessiva discrepanza in senso antero-posteriore e/o trasversale delle basi ossee che sostengono i denti (malocclusioni di tipo scheletrico, derivanti da una non corretta crescita mandibolare e/o mascellare). Le malocclusioni possono essere miste (dento-scheletriche) per combinazione di entrambi i tipi e interessano sia lo sviluppo e la posizione dei denti, sia lo sviluppo dell’osso mascellare e della mandibola.

La diagnosi e l’eziopatogenesi delle malocclusioni sono molto complesse: si possono presentare in varie forme e possono scaturire da differenti alterazioni di forma, posizione, dimensione e proporzione tra le diverse strutture dell’apparato stomatognatico. Una classificazione può essere fatta in base al piano dello spazio in cui si instaurano.

a) Piano sagittale o antero-posteriore: Malocclusioni di I-II-III Classe:

Tale distinzione si basa sulla Classificazione di E. Angle dei primi del ‘900 che prende in considerazione il rapporto tra i primi molari antagonisti. Un rapporto molare normale si verifica quando il molare superiore (cuspide mesio-vestibolare) occlude nel solco tra la cuspide mesiale e centrale del primo molare inferiore.

Malocclusione di Classe I: unica situazione in cui il rapporto tra i molari è normale, la malocclusione è data dall’alterazione dell’allineamento dei denti. I denti saranno ruotati, affollati etc. Il rapporto delle ossa mascellare e mandibolare è invece corretto. Il profilo facciale è armonico, tendente ad essere rettilineo.

Malocclusione di Classe II: rapporto molare alterato. Il molare inferiore risulta distale rispetto al superiore antagonista. Questo tipo di malocclusione può essere causato da una non adeguata crescita dell’osso mandibolare rispetto all’osso mascellare o da una eccessiva crescita dell’osso mascellare rispetto al mandibolare. Il mascellare tende a crescere più velocemente della mandibola che spesso appare più corta, arretrata e ruotata all’indietro.
Il profilo della faccia è tendenzialmente convesso. Spesso avremo associata anche una discrepanza orizzontale tra gli incisivi superiori e inferiori, con aumento dell’overjet (distanza orizzontale tra gli incisivi superiori e inferiori).

Malocclusione di Classe III: rapporto molare alterato. Il molare inferiore risulta in posizione mesiale rispetto al superiore antagonista. Questa classe può essere causata da una non adeguata crescita dell’osso mascellare rispetto all’osso mandibolare o da una eccessiva crescita dell’osso mandibolare rispetto al mascellare. Il mascellare superiore non si sviluppa verso l’avanti in maniera proporzionale allo sviluppo della mandibola che risulta più lunga con il mento sporgente.
Il profilo facciale è generalmente concavo. Sarà possibile anche un morso inverso anteriore, con un overjet negativo.

b) Piano verticale:

Open-bite (morso aperto): morso che non si chiude nella parte anteriore, e gli incisivi superiori non toccano gli inferiori, lasciando uno spazio. Così come le classi di Angle, può far parte sia delle malocclusioni dentarie che di quelle scheletriche, a seconda che siano coinvolti i denti o le basi ossee.

L’open-bite, tipico dei bambini, è spesso collegato all’uso prolungato del succhiotto o alla suzione del pollice o ad un’abitudine viziata come la frequente interposizione della lingua tra i denti. Generalmente alla sospensione del succhiotto il morso aperto si chiude spontaneamente, senza interventi specifici dell’ortodontista.
Altre volte, è utile introdurre un apparecchio mobile che ne renda difficile l’utilizzo.

Deepbite o morso profondo, in cui i denti incisivi dell’arcata superiore coprono in maniera marcata gli incisivi inferiori. In alcuni casi gli incisivi inferiori possono apparentemente allungarsi in maniera tale da poter ferire il palato.

c) Piano trasversale:

Crossbite: malocclusione in cui si ha un alterato rapporto tra le cuspidi di due o più denti, in cui i denti superiori chiudono internamente rispetto agli inferiori.

Il morso incrociato, molto diffuso nella popolazione, è la malocclusione maggiormente associata a problematiche di masticazione asimmetrica, ad uno squilibrio neuro-muscolare, ad una crescita asimmetrica e deviazione della linee mediane .

Nel crossbite, una laterodeviazione della mandibola, sul piano frontale, può determinare un disallineamento del cingolo scapolare rispetto al bacino. La spalla omolaterale o controlaterale si troverà inclinata rispetto al bacino.

Inoltre, la persistenza del crossbite e quindi di precontatto, masticazione asimmetrica e squilibrio neuro-muscolare, porta a un’asimmetrica crescita delle strutture corporee.

Scissorbite: conosciuto anche come morso a forbice. In questo caso l’inversione dei rapporti cuspidali è esattamente opposta rispetto a quella del cross-bite: le cuspidi interne dei denti superiori chiudono esternamente rispetto a quelle degli inferiori, senza che avvenga l’occlusione.

Le malocclusioni spesso risultano dalla sproporzione tra le ossa mascellari e la grandezza dei denti, per cui i mascellari sono stretti o gli elementi dentali troppo grandi per essere correttamente posizionati. I denti possono affollarsi per cause genetiche, acquisite o per una crescita residua.

Ad esempio, possibili ragioni potrebbero essere:

  • eccessiva discrepanza tra i denti e l’osso in cui sono inseriti; perdita precoce di un dente da latte; anomalie dentarie che possono condizionare l’armonia dell’arcata;
  • crescita residua della mandibola.

 

Nella patogenesi delle malocclusioni ossee o miste, gioca un ruolo estremamente importante la crescita delle ossa mascellari, influenzata sia dalla genetica che da fattori acquisiti e ambientali. Quando la crescita non è armonica, si genera una malocclusione.

Le cause della malocclusione possono essere:

  • ereditarie (sindromi -marfan, prader-willi, feto-alcolica, trisomia 13 e 18 ecc..), acromegalia, labioplatoschisi, ecc…);
    acquisite da patologie (tumori del cavo orale, artrite reumatoide…),
  • da atteggiamenti scorretti o abitudini viziate (succhiarsi il pollice o utilizzare il ciuccio oltre i 3 anni di vita, onicofagia, interposizione lingua, bruxismo…),
  • da perdita di uno o più denti, presenza di denti soprannumerari o malformati;
  • iatrogene: ricostruzioni e apparecchi dentari eseguiti in modo errato.

La prevenzione è di estrema importanza per evitare l’instaurarsi e l’evoluzione delle malocclusioni. La prevenzione primaria si attua evitando dei comportamenti anomali nocivi, mentre la terapia sarà volta a rieducare a una funzione corretta e a recuperare ortodonticamente eventuali discrepanze già in atto. Abitudini viziate e in genere pressioni costanti sul volto in crescita possono alterare la posizione dei denti e lo sviluppo dello stesso.

Per la notevole velocità di crescita scheletrica che si ha nei primi tre anni di vita le abitudini che intervengono in questa fase possono influenzare lo sviluppo futuro del volto. L’abitudine ad esempio di utilizzare il ciuccio può inoltre causare otiti medie recidivanti nel bambino.

Le arcate dentali in condizioni fisiologiche sono in una posizione di armonia tra le forze muscolari interne prodotte dalla lingua e le forze muscolari esterne prodotte dalle labbra e dalle guance.

L’equilibrio di tali forze può venir meno in alcuni casi:

  • disfunzioni nella funzione muscolare facciale (tipicamente alterazioni nella deglutizione);
  • condizioni in cui forze esterne agiscono sui denti o sul volto a causa di abitudini viziate (il succhiamento di dita, del pollice, della lingua, delle labbra, delle guance, di lenzuola o capi di abbigliamento, del ciuccio e del biberon);
  • inoltre, a causa di alterate posture mantenute nel tempo, come per esempio appoggiare il mento a una mano, addormentarsi con il braccio sotto il volto;
  • presenza di respirazione orale.

L’eziologia delle abitudini viziate è spesso di tipo psicologico: le più recenti linee guida condividono che sarebbe consigliabile intercettare precocemente il problema.

Una visita precoce permette all’ortodontista di determinare come e quando è meglio intervenire per avere il massimo risultato nel minor tempo possibile.

Si consiglia di effettuare la prima visita ortodontica verso i 5-6 anni. Lo scopo di una visita così precoce è quello di valutare se sono presenti alterazioni delle relazioni tra le arcate dentarie superiori ed inferiori o fra singoli denti o gruppi di denti (malocclusioni) e/o alterazioni dei rapporti scheletrici.

Si possono così individuare già nelle arcate decidue (quando sono ancora presenti i denti da latte) i segni premonitori o decisamente evidenti di una futura grave malocclusione.

Per iniziare una terapia di ortodonzia precoce è utile ispirarsi a ciò che è stato detto da Tulloch JFC et al.(2004): “un trattamento ortodontico dovrebbe, idealmente, essere eseguito nel momento in cui è più efficace ed efficiente provocando i minori disagi possibili al bambino e alla sua famiglia”. La terapia non solo deve conseguire il risultato preposto (efficacia), ma lo dovrebbe ottenere nel più breve tempo possibile (efficienza). La terapia precoce è semplice, di breve durata ed è in grado di ottenere la correzione parziale o totale di una dismorfosi già in atto o di impedirne l’aggravamento. Nei bambini, poiché le strutture muscolo-scheletriche non sono completamente formate sono facilmente e velocemente modificabili. Tutte le malformazioni scheletriche, genetiche o derivanti da abitudini viziate, si avvantaggiano di una terapia precoce. Infatti, proprio perché ciò che va corretto è la base ossea, prima si inizia e più facile è tale correzione.

Pertanto, terza e seconda classe o morso inverso mono o bilaterale o il morso aperto si correggono in tempi tanto più brevi quanto più il bimbo è piccolo e la sua conformazione ossea è plasmabile verso il corretto rapporto fra le arcate.

La categoria delle apparecchiature funzionali e funzionalizzanti, cioè creanti funzione, sono in grado esse stesse (se portate adeguatamente) di correggere in gran parte dei difetti acquisiti, conosciuti come “abitudini viziate”.

Queste apparecchiature sono molto ben accette dal bambino più piccolo. Infatti non fanno mai male, ci si parla molto bene, sono poco visibili e, a queste età, rappresentano un “trofeo” da mostrare agli amichetti e non sono certo motivo di vergogna come invece è più avanti nell’età.

Purtroppo ancora oggi, i genitori, i medici in genere, i dentisti non ortodontisti, i pediatri, etc, hanno ancora la triste idea che bisogna rimandare tutto a quando avrà cambiato tutti i denti. In alcuni casi questo è un errore gravissimo, poiché se si interviene troppo tardi nessun trattamento ortodontico riuscirà più a correggere i difetti e, più avanti, sarà necessaria la chirurgia ortognatica.

E’ quindi raccomandabile far visitare molto presto i bambini da un dentista pediatrico o da un dentista ortognatodontista che potranno individuare subito se ci sono problemi e porvi rimedio.

Erroneamente si potrebbe pensare che l’affollamento dentario possa solo dare luogo ad un difetto estetico.

Tuttavia, dei banali “denti storti” potrebbero predisporre a carie, parodontopatie e disordini a carico dell’articolazione temporo-mandibolare che non andrebbero sottovalutati.

Le conseguenze e gli effetti della malocclusione sono i seguenti:

  • problemi estetici più o meno gravi con importante ripercussione dal punto di vista sociale;
  • aumentato rischio di patologie odontoiatriche (carie, accumulo di tartaro con sanguinamento gengivale, parodontiti…);
  • disturbi della masticazione (per poter ottenere una perfetta triturazione del cibo in condizione di occlusione tutti i denti devono toccarsi tra loro, cosa che non si verifica nei casi di malocclusione);
  • disturbi della deglutizione (l’adulto deglutisce tenendo i denti occlusi e mantenendo la lingua spinta contro gli incisivi: nel caso di morso aperto poiché gli incisivi non si toccano la lingua si posiziona in maniera innaturale e la deglutizione diviene atipica come quella dei neonati);
  • disturbi della fonazione (difficoltà nell’articolazione dei fonemi);
  • disturbi della respirazione (la malocclusione favorisce la respirazione con la bocca a discapito di quella normale nasale: ne consegue un gran numero di problemi dell’albero respiratorio che vanno dalle sinusiti per accumulo di muchi nelle cavità nasali alle frequenti infezioni delle vie aeree per l’esclusione del filtro costituito dalle cavità nasali);
  • compromissioni dell’orecchio interno: problemi di equilibrio, vertigini, acufeni, strettamente legati alle tensioni indotte nella muscolatura del cranio e del collo dalla malocclusione;
  • problemi delle articolazioni tempo-mandibolari (la malocclusione le sollecita in maniera eccessiva ed anomala creando problemi di sublussazione ed in casi rari anche artritici);
  • problemi posturali e della colonna vertebrale (torcicollo, mal di schiena). Le tensioni dei muscoli del collo e del cranio si ripercuotono sul rachide a cui sono legati e determinano cifosi e problemi di postura che si riflettono sulla deambulazione. Non è raro che i soggetti che non occludono perfettamente siano spesso soggetti a mal di schiena e disturbi simili. Se un bambino sviluppa una malocclusione anche il viso può crescere asimmetrico e la malocclusione iniziale può peggiorare e stabilizzarsi a livello scheletrico.

Naturalmente le conseguenze sopra elencate variano in funzione delle caratteristiche fisiche del paziente e di quanto severo è il problema.

La malocclusione, in base alla gravità, può essere trattata con apparecchio ortodontico mobile o fisso, intervento chirurgico (nelle forme più gravi), per correggere mascella o mandibola o riallineare e stabilizzare l’articolazione tempo-mandibolare.

Le Principali tipologie di apparecchi dentali sono:

  • Apparecchi dentali fissi, usati per correggere disallineamenti dentali.
    Sono costituiti dai seguenti elementi: placchette, dette anche piastrine, o bracket; bande ortodontiche; filo o arco ortodontico, il mezzo principale nel raddrizzamento dei denti; elastici ausiliari che servono ad ottenere lo spostamento degli elementi dentari; ganci sui quali si agganciano gli elastici.
  • Apparecchi dentali mobili, usati per correggere disformosi dento-facciali. Non ottengono solo un effetto ortodontico (ossia movimenti limitati dei denti) per la presenza di viti/molle/archi, ma anche ortopedico, in quanto correggono e guidano la crescita delle basi ossee. Gli apparecchi mobili sono utilizzati principalmente per modificare abitudini errate e comportamenti scorretti che si sono sviluppati durante l’età evolutiva. Influiscono positivamente sulla crescita e sullo sviluppo delle arcate e dei mascellari, agendo anche sulla componente ossea e muscolare, cosa che non può fare l’apparecchio fisso. Il grande vantaggio è che non rendono difficoltosa l’igiene orale, dato che devono essere rimossi quando si mangia.
  • Apparecchio dentale invisibile. Ha le stesse funzioni di un apparecchio fisso con il vantaggio di essere estetico e rimovibile. Consiste in una serie di allineatori trasparenti, che non alterano l’estetica del sorriso e vengono cambiati mediamente ogni 1-2 settimane durante la cura.
  • Apparecchio di contenzione, usato per il mantenimento post terapia. Ci sono varie possibilità per mantenere i denti nella posizione corretta:

una contenzione fissa interna (solitamente un filo di acciaio ortodontico fissato sulla parete interna dei denti della stessa arcata); una contenzione mobile (di solito consiste in una mascherina di materiale plastico trasparente resistente che può essere mantenuta in posizione sia di giorno che di notte).

Sono un alternativa trasparente ed estetica all’apparecchio tradizionale fisso in metallo.

Invisalign® è leader mondiale della tecnica con allineatori trasparenti (più comunemente conosciuti come mascherine). Il trattamento Invisalign consente di risolvere un’ampia varietà di problemi di allineamento ed è adatto per adulti, adolescenti e bambini (più di 10 milioni di pazienti trattati in tutto il mondo).

Il sistema Invisalign® utilizza una tecnologia all’avanguardia per creare una serie di mascherine in plastica trasparente rimovibili (aligner), praticamente invisibili, per spostare gradualmente i denti nella posizione desiderata.

Gli allineatori Invisalign® sono fabbricati su misura per ogni singolo paziente. Vengono indossati per 20-22 ore al giorno e rimossi per mangiare, bere, lavare i denti e passare il filo interdentale al fine di mantenere una buona igiene orale.

Gli aligner Invisalign® spostano gradualmente e delicatamente i denti nella posizione corretta in base ai movimenti esatti che un dentista o un ortodontista certificato (Invisalign Provider) programma usando il software ClinCheck 3D. Il software 3D permette di mostrare al paziente la possibile posizione finale dei denti.

 La tecnica Invisalign® si può utilizzare solamente dopo una specifica abilitazione da parte di un odontoiatra specializzato in Ortodonzia, che segue costantemente un programma di aggiornamento e formazione continua.

Il processo per effettuare un trattamento con gli allineatori invisibili prevede una sequenza di passaggi, tra cui:

L’invisalign Provider, dopo il consulto clinico, attraverso un sito web dedicato, invia fotografie, radiografie e impronte o scansioni intraorali delle arcate dentali, insieme alla prescrizione medica con gli obiettivi di trattamento e specifiche istruzioni.

Align Technology usa queste informazioni per creare un piano di trattamento ClinCheck 3D personalizzato, che viene quindi proposto al medico.

Quest’ultimo esamina ed eventualmente modifica il piano di trattamento, e può anche condividerlo con il paziente.

L’approvazione fa partire il processo di produzione degli allineatori.

Il paziente inizia il trattamento, applicando un nuovo allineatore ogni una/due settimane.

Esistono diversi trattamenti per allineare i denti, ma non tutti combinano efficienza, aspetto estetico e comfort.

a) Gli allineatori Invisalign sono quasi invisibili e danno l’opportunità di raddrizzare i denti spesso senza che nessuno se ne accorga. Inoltre si adattano perfettamente allo stile di vita di tutti i pazienti senza interferire con le relazioni sociali quotidiane, nel lavoro, nel parlare, nel sorridere, nel mangiare. Ci si sente più sicuri e a proprio agio.

b) Gli allineatori Invisalign sono rimovibili. A differenza degli apparecchi metallici fissi, con Invisalign avrai la possibilità di mangiare e bere ciò che desideri durante il trattamento, togliendo semplicemente gli allineatori. Lo stesso vantaggio si ha nel lavare i denti e passare il filo interdentale, per mantenere una buona igiene orale (IGIENE FACILITATA E MINOR INCIDENZA DI CARIE E PATOLOGIE PARODONTALI).

c) Sono comodi perchè realizzati su misura in un materiale brevettato chiamato SmartTrack®. Il materiale per aligner SmartTrack® è stato studiato appositamente per ottimizzare il controllo del movimento dentale e l’adesione degli allinatori, per offrire migliori risultati clinici. Garantisce lo sviluppo di forza delicata e costante sui denti, un’elevata elasticità e un’adesione più precisa.

d) Gli appuntamenti di controllo non sono invasivi, sono più brevi e più distanziati nel tempo. Diversamente dagli apparecchi tradizionali fissi, non ci sono bracket o fili metallici. Nella maggior parte dei casi, ciò si traduce in un minor tempo passato dal tuo Invisalign Provider per eventuali adattamenti.

e) C’è una minor incidenza di emergenze (nessun filo o bracket rotto che possano irritare la bocca)

d) I risultati sono predicibili: grazie ad un’avanzata tecnologia digitale 3d (risultato di più di 20 anni di sviluppo e innovazione) Invisalign consente di creare un piano di trattamento personalizzato, nel quale i movimenti dentali progressivi controllati e i risultati previsti possono essere visualizzati ancor prima di iniziare il trattamento usando il software Clincheck 3d.

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